giovedì 8 febbraio 2018

La vita di Socrate

Socrate, viene considerato quale uno dei protagonisti della filosofia occidentale. Infatti egli concordava con la sofistica, per quanto riguarda l' interesse per l' uomo e per la parola, ma si diversifica anche perchè si occupa di porre la sua attenzione nei confronti dei valori dell' interiorità della ricerca della verità.
Ma ora analizziamo la vita di questo filosofo, Socrate.
Socrate è nato in Grecia, più precisamente ad Atene, nel 469 d.C ed è morto nel 399.
Nonostante suo padre fosse scultore, mentre sua madre levatrice (=ostetrica), Socrate venne educato alla maniera dei giovani benestanti. In questo modo Socrate poté dedicarsi alla poesia e alla musica.
Socrate viene ricordato come un cittadino esemplare, ad esempio nel 432 d.C combattè nella battaglia di Potidea riuscendo a salvare Alcibiade, ormai ferito.
Grazie a sua moglie, Santippe, Socrate ebbe 3 figli.
Si distinse anche ad Atene, nella quale rispettò sempre le leggi ed intraprese l' attività di educatore delle giovani menti.
Molte testimonianze, arrivate fino a noi, ci fanno comprendere quanto Socrate fosse una brava persona: uomo serio, equilibrato, amava la compagnia, reggeva il vino, si divertiva stando però nei limiti.
Socrate venne condannato al rogo nel 399 a.C dal generale ateniese Trasibulo. Secondo quest' ultimo infatti Socrate, misconosceva gli dei tradizionali della città, introducendone sempre di nuovi e corrompeva i giovani.

Socrate non scrisse nulla; di lui infatti possediamo solo varie testimonianze indirette, come per esempio quelle di Platone (suo fedele discepolo), Eschine, Senofonte ed Antistene.



www.filosofia.rai.it/articoli/socrate-la-vita/3985/default.aspx

FILMATO 

lunedì 29 gennaio 2018

Prodigo, Ippia ed Antifonte

Il tema del linguaggio è anche il centro dell' indagine di sofisti come Prodico, Ippia ed Antifone. Questo' ultimi sono antecedenti Protagora e Gorgia.

Protagora sviluppa l' arte dei sinonimi e vede il mondo umano come il frutto della cultura e del processo simbolico, con il quale l' uomo dà il significato alle cose.

E' spesso ricordato il famoso dibattito creato tra Ippia ed Antifonte.
Quest' ultimi hanno creato il dibattito, in merito  alle leggi naturali rispetto a quelle positive.
Quest' ultime sono viste come antagoniste dei diritti principali che la natura riconosce ad ognuno.

Gli epigoni della sofistica operano una trasformazione, ossia un cambiamento, della retorica in "eristica".
L' eristica è l'arte di battagliare con le parole per affermare il punto di vista del più forte.
Sotto questa luce il linguaggio viene trattato come uno strumento di potere svincolato da ogni valore morale. 


Gorgia





Gorgia, al contrario di Protagora, nega sia l' opportunità di conoscere, in modo oggettivo, la realtà; ma anche la stessa esistenza dell' essere, di ogni criterio di giudizio e della verità.


Quindi il filosofo Gorgia, si può notare che, diversamente dal precedente Protagora, sostiene una forma di scetticismo metafisico, appunto.
Di fatti, secondo Gorgia, l' essere può non essere, può non essere conoscibile (INCONOSCIBILE), e può anche non essere esprimibile (INESPRIMIBILE).
Inoltre Gorgia sostiene che non esiste alcun criterio di verità oggettivo, perciò la parola ha potere assoluto   e l' esistenza è una dimensione irrazionale e alquanto misteriosa.

Protagora





Protagora è la figura di maggior spicco dei "Sofisti".
Quest' ultimo ritiene che "l' uomo è la misura di tutte le cose", ciò va a significare che secondo  Protagora non esiste una verità, che sia assoluta, per tutti.
Nel contempo pero, Protagora, riconosce la validità dell' utile, cioè di un unico criterio di giudizio.
Possiamo comprendere meglio questo, notando che per questo filosofo, è importante che ogni uomo trovi il consenso su quello che è bene ed è utile per la comunità, trattando come proprietà il benessere che si vive all' interno della polis.


Ricapitolando perciò, Protagora sostiene il relativismo, sia dal punto di vista morale che culturale.
Secondo il filosofo, ogni legge, credenza, valore e costume possiede una validità relativa al contesto storico-culturale, nella quale si sono creati.
Inoltre per Protagora, l' utile è l' unico e solo criterio per comprendere al meglio la verità, mentre la parola è lo strumento utilizzato per il consenso.

mercoledì 3 gennaio 2018

I sofisti

I sofisti possiamo considerarli quali i primi docenti privati, nel corso della storia.
Grazie ai sofisti, l' insegnamento diventa un mestiere.
Le opere dei sofisti non ci sono però rinvenute, dato che non vennero trascritte e/o conservate: un esempio sono le opere dei sofisti del V secolo, infatti  di quest' ultime sono giunte fino a noi solo poche frammentazioni.
I maggior esponenti sono
-Protagora
-Gorgia
-Prodico➥ successore di Gorgia e Protagora
-Ippia➥ successore di Gorgia e Protagora
-Antifonte➥ successore di Gorgia e Protagora

I sofisti sono "nati" nell' Atene del V secolo. Quest' ultimi possedevano libertà di spirito e l' attitudine ad utilizzare, anche in modo spregiudicato, la ragione in ogni ambito.
Il loro obiettivo è il "sapere", quale unica base della virtù.
Con il termine "virtù" si intende la capacità di vivere in una società.
I sofisti si occupano perciò di formare i giovani, così da renderli idonei ai nuovi bisogni sociali.
Il loro ruolo è quello di offrire ai giovani un "sapere", che miri al successo ed alla rinascita personale.



martedì 2 gennaio 2018

Ippocrate

Ippocrate nasce a Cos nel 460 a.C e muore intorno al 370 a.C
Quest' ultimo fu il medico più celebre del suo periodo e fondò la scuola medica di Cos.
 Si dedicò  poi ad insegnare  medicina in Tessaglia ed ad Atene.
Tra i testi più vicini alla scuola di Cos, ricordiamo "Antica medicina", "Il male sacro", "Arie acque e luoghi", "Il prognostico", "Le epidemie".

L' importanza della scuola medica di Ippocrate risiede nel metodo che viene utilizzato per curare le malattie. Questo metodo consiste nell' assumere come punto da cui partire, l' analisi empirica, procedendo poi con un' attenta interpretazione razionale dei risultati ottenuti,  dall' osservazione.
La cosa che diversificava da tutte le altre, la scuola di Ippocrate, sta nel fatto che il medico doveva sempre tener conto della  totalità dell' organismo del paziente.
Un altro elemento di rilievo era la ricostruzione della storia passata del paziente, ossia l' anamnesi. Questo quindi  supponeva un rapporto confidenziale e dialogico tra medico e paziente.
La medicina ippocratica aveva un approccio complessivo e dialogico rispetto alla malattia.
Di fatti cercava di spiegare e di curare il singolo organo, all' interno di una visione unitaria dell' individuo, questo processo è chiamato prognosi.
La terapia era considerata anche come la prova della validità della diagnosi .
Il tutto si doveva svolgere all' interno di un rapporto interpersonale tranquillo, in una collaborazione tra medico e paziente; entrambi contro il male, il quale era considerato come il "comune nemico".


Democrito

Democrito nacque in Tracia, ad Abdera, nel 460 a.C.
Il filosofo compì lunghi viaggi soprattutto in Oriente, visitando ad esempio l' Asia Minore, l' Egitto e la Persia. Infine morì nella città natale (Abdera), nel 370 a.C

Il problema che viene trattato da Democrito è quello di trovare una soluzione al conflitto tra le dottrine del mutamento e quello della permanenza. Il filosofo quindi decide di affrontare la tematica elaborando una visione materialistica dell' universo, nella quale mutamento e permanenza sono tenuti insieme e conciliati.
Democrito sostiene che gli atomi sono gli elementi originali dell' universo.
Gli atomi sono tutti uguali, ma si diversificano per forma, dimensione e posizione.
Unendosi e separandosi, gli atomi determinano la nascita e la morte di ogni cosa.
Tali atomi , i quali sono un tutto pieno ed impenetrabile, si muovono nel vuoto , aggregandosi in maniera e forme differenti, dando così origine a tutte e altre cose.


La teoria di Democrito si caratterizza per il
-meccanicismo
-determinismo
-materialismo



La Poetica aristotelica

Nella  Poetica  il filosofo greco Aristotele (384-322 a.C.) studiò la natura e il fine della creazione poetica. Nell’introduzione l’autor...