martedì 2 gennaio 2018

Democrito

Democrito nacque in Tracia, ad Abdera, nel 460 a.C.
Il filosofo compì lunghi viaggi soprattutto in Oriente, visitando ad esempio l' Asia Minore, l' Egitto e la Persia. Infine morì nella città natale (Abdera), nel 370 a.C

Il problema che viene trattato da Democrito è quello di trovare una soluzione al conflitto tra le dottrine del mutamento e quello della permanenza. Il filosofo quindi decide di affrontare la tematica elaborando una visione materialistica dell' universo, nella quale mutamento e permanenza sono tenuti insieme e conciliati.
Democrito sostiene che gli atomi sono gli elementi originali dell' universo.
Gli atomi sono tutti uguali, ma si diversificano per forma, dimensione e posizione.
Unendosi e separandosi, gli atomi determinano la nascita e la morte di ogni cosa.
Tali atomi , i quali sono un tutto pieno ed impenetrabile, si muovono nel vuoto , aggregandosi in maniera e forme differenti, dando così origine a tutte e altre cose.


La teoria di Democrito si caratterizza per il
-meccanicismo
-determinismo
-materialismo



Anassagora e le teoria dei semi





"Bisogna credere che in tutte le cose che si congiungono siano molte e svariate cose, e semi di tutte le cose aventi forme di ogni genere e colori e sapori."






Anassagora lo scienziato




Anassagora è nato a Clazomene intorno al 500 a.C, mentre nel 462 a.C si trasferì ad Atene.
Il filosofo  sosteneva che il sole fosse una semplice massa infuocata che ribolle, e per questa sua concezione fu cacciato da Atene e morì esiliato a Lampasso nel 428 a.C
Anassagora scrisse un per sin prosa, intitolata "Sulla natura". Di questo' ultima ci restano solo pochi frammenti.
Diversamente rispetto agli altri filosofi, Anassagora trattava i fenomeni come effetti di cause naturali.
Possiamo perciò definire il metodo di Anassagora, come una nuova mentalità (almeno per l' epoca), che si basava oltre che sul ragionamento anche sull' osservazione diretta.

"Quando un enorme pietra cadde dal cielo su Egospotami, mentre gli abitanti del Chersoneso presero a venerarla, si dice che Anassagora sostenne che essa provenisse da uno dei corpi celesti sui quali si era verificata una frana o un terremoto, così che era stata divelta ed era precipitata."


Anassagora possiede una percezione delle dimensioni e della configurazione dell' universo più avanzata rispetto ai suoi predecessori. Questo si può notare anche dal fatto che Anassagora affermava che il sole appare piccolo dato che è molto lontano da noi, ma in realtà è più vasto del Peloponneso.
Inoltre il filosofo riteneva che il sole ruotasse attorno alla Terra, in contraddizione alla tradizione mitica,  secondo cui il sole trovava il suo sonno notturno dietro ai monti.
Sosteneva anche che il sole, la Terra e le stelle sono della stessa natura della Terra e che la luna, proprio come la Terra, è attraversata da valli e pianure.

lunedì 1 gennaio 2018

Empedocle

Nel poema sulla natura Empedocle descrive la nascita dell'universo a partire dalla situazione originaria di una totalità indifferenziata, lo sfero, in cui si mescolano e confondono il fuoco, l'acqua, la terra e l'aria che rappresentano le "quattro radici", ossia  i quattro elementi primordiali.

Quest' ultimi sono eterni, immutabili, quindi non possono cambiare,   ed uguali a se stessi. 
Tutti possono essere divisi in parti più piccole, il fatto è che ogni particella ottenuta conserverà sempre la stessa qualità che aveva inizialmente.
Il filosofo Empedocle ipotizza che vi siano due forze cosmiche, l'amore e l'odio
Le forze presiedono rispettivamente all'unione e alla separazione dei principi iniziali.
Mescolando o dividendo  le quattro radici, le forze determinano la generazione e la dissoluzione di qualsiasi cosa.
Secondo Empedocle la nascita e la morte, sono da attribuire alla mescolanza e alla separazione di elementi originari che rimangono qualitativamente uguali.
L'azione delle forze cosmiche non si ferma mai, ed è in continua trasformazione ed evoluzione.  

Per concludere possiamo dire che l'esistenza per Empedocle costituisce il momento intermedio, ovvero la tensione tra i due estremi, che sono amore  ed odio.





Zenone

Zenone (di Elea), discepolo di Parmenide, ha voluto dimostrare mediante argomenti  logici che tutti coloro che si fossero allontanati dall' insegnamento del filosofo Parmenide, sarebbero caduti in contraddizioni di tipo logico.
Zenone si opponeva ai pitagorici, cui sostenevano l' esistenza della molteplicità, ed ad Eraclito, il quale affermava l' esistenza del movimento.
Il metodo utilizzato da Zenone consisteva nell' ipotizzare la tesi dell' avversario, così da dimostrare le varie conseguenze paradossali. 

I paradossi di Zenone, sono ad esempio quello di "Achille dal piede veloce" e quello della "freccia".



Parmenide

Parmenide viene definito quale il "filosofo dell' unità e della stabilità".
Questo' ultimo visse ad Elea, dove scrisse "Sulla natura", ossia un poema in versi.
Nel proemio Parmenide immagina di essere trasportato da un carro trainato dalle Muse alle porte del Sole e di ricevere da una delle dee la rivelazione sulla verità,  che poi sarà suo compito riferire al mondo.
Secondo questo filosofo, l' essere è ed il non essere non esiste e non può neanche essere di conseguenza pensato.

"E' necessario il dire e il pensare che l' essere sia: infatti l' essere è, il nulla non è."

E' proprio con Parmenide che nasce l' ontologia, ovvero la scienza che studia l' essere in quanto essere e nelle sue caratteristiche universali.
Inoltre con Parmenide inizia anche l' attitudine a valutare con scrupolo ogni tesi e a sostenerla con argomentazioni razionali.
Il filosofo preferisce intendere "l' essere" come UNO, NECESSARIO, IMMOBILE, FINITO, OMOGENEO ed ETERNO.

ESSERE INGENERATO E IMPERITURO= ESSERE NON NASCE E NON MUORE
ESSERE ETERNO= ESSERE NON HA PASSATO NE' FUTURO
ESSERE IMMUTABILE E IMMOBILE= CONTAMINAZIONE TRA A E B, UNO DIFFERENTE
ESSERE FINITO= ESSERE SFERA OMOGENEA ED UGUALE A SE' STESSA


Con questo filosofo e la sua riflessione riguardanti le caratteristiche dell' essere, iniziano ad essere introdotti alcuni principi logici fondamentali, che sono:
-Principio di identità=> A=A=> l' essere è uguale a se stesso
-Principio di non contraddizione=> l' essere è e non può non essere
-Principio del terzo escluso=> l' essere o è o non è






















venerdì 3 novembre 2017

Eraclito e l' esperienza del divenire

Eraclito è vissuto ad Efeso,  tra il VI ed il V secolo a.C.
Quest' ultimo affermava di aver conquistato autonomamente la propria sapienza e conoscenza.
Delle sue opere, la cui la più celebre ed unica rinvenuta fino a noi è "Intorno alla natura", ci restano solo aforismi ed enigmatici che gli valsero l' appellativo di "oscuro".
La riflessione di Eraclito si basa su due 2 concetti-base, ossia:
-IL FLUSSO UNIVERSALE= tutto è in costante movimento, conflitto in città (artigiani/commercianti contrastavano aristocrazia) e nelle nazioni (continuo alternarsi di elementi contrari), uomo cambia, pronome "io" è cangiante (PANTA RE'I, tutto scorre)
-IL LO'GOS E LA LEGGE DEI CONTRARI= elementi contrari ma complementari ed inscindibili.



Eraclito interpreta la vita come come una lotta ed opposizione inestinguibili ma anche come ordine ed armonia ottenuti mediante l' alternarsi produttivo dei contrari. 



La Poetica aristotelica

Nella  Poetica  il filosofo greco Aristotele (384-322 a.C.) studiò la natura e il fine della creazione poetica. Nell’introduzione l’autor...